Vi proponiamo qui di seguito la sintesi dell'intervento che il nostro presidente Alessandro Rizzante ha pronunciato sabato 19 novembre, in occasione degli Stati Generali degli Albergatori della Costa Veneziana.
L’andamento del Turismo in provincia di Venezia, da gennaio a settembre, è stato ampiamente positivo. In particolare, il settore alberghiero ha registrato un incremento dell’11,6% in termini di arrivi e dell’8% in termini di presenze.
I buoni risultati di quest’anno ci danno un’iniezione di fiducia quanto mai importante in un periodo difficile come l’attuale, ma ci devono anche spingere a fare TUTTO ciò che è necessario per consolidarli, e per questo penso prima di tutto agli investimenti necessari a mantenere e migliorare la competitività delle nostre strutture per fare fronte ad una concorrenza internazionale sempre più accesa e caratterizzata da un’offerta sempre più complessa e articolata.
Per farlo, abbiamo però bisogno di credito.
Per facilitare l’accesso al credito è nato Fiditurismo, il Confidi che da più di vent’anni presta garanzie alle medie e piccole imprese turistico – ricettive della nostra provincia.
Le banche hanno avuto negli anni la dimostrazione che questo credito è stato – ed è ancora oggi -, grazie alle caratteristiche del settore, molto meno rischioso rispetto a quello erogato agli altri settori economici.
L’entrata in vigore degli accordi di Basilea e, più recentemente, lo “tsunami finanziario” , con la conseguente crisi di liquidità, hanno determinato un forte irrigidimento dei criteri utilizzati per la concessione dei prestiti e una continua crescita degli spread.
In definitiva, avere il credito - particolarmente a medio – lungo termine – è diventato molto difficile ed estremamente oneroso.
Nel comparto turistico alberghiero costiero - in particolare per quanto riguarda la nostra Provincia, ma non solo: alcune considerazioni valgono per tutto il territorio nazionale - è importante che si esaminino alcuni aspetti che è importante valorizzare:
Nonostante ciò, una particolare penalizzazione colpisce le imprese con attività stagionali, che, sempre secondo i dati dell’APT, nei primi nove mesi dell’anno hanno rappresentato il 76% delle presenze (24 milioni 736 mila, su un totale di 32 milioni 545 mila).
Il loro rating è, infatti, sensibilmente influenzato dalla ciclicità dei flussi e quindi la loro classe di merito varia nel corso dell’anno, secondo che venga rilevata prima, durante o dopo la fine della stagione turistica. E questo aspetto è penalizzante e non tiene conto della reale solvibilità delle imprese, né delle diverse esigenze che l’azienda alberghiera ha ciclicamente nel corso dell’anno.
E’ partendo dalla somma di queste constatazioni che sottolineo la necessità che il sistema bancario definisca un sistema di rating specifico per le imprese del settore turistico ricettivo.
Date queste premesse, la nostra proposta è che i sistemi di valutazione applicati al nostro settore siano ritarati in modo che le caratteristiche che ho esposto siano adeguatamente ponderate.
Abbiamo bisogno che le istituzioni e le banche ci sostengano, assicurando i finanziamenti necessari, ma oggi le nostre imprese sono penalizzate dal fatto che i criteri di valutazione sono gli stessi rispetto a quelli utilizzati per le imprese di settori completamente diversi per caratteristiche e indici di rischiosità.
Per quanto riguarda poi le imprese stagionali, è necessario che la mancanza di flussi in entrata sui conti nei periodi tra una stagione e l’altra non ne determinino l’automatico declassamento.
Analizzando i dati storici di solvibilità, ma anche i dati diffusi dall’APT provinciale, come Presidente di Fiditurismo, il mio messaggio, rivolto al sistema bancario e ai rappresentanti delle Istituzioni, non può che essere quello di sostenere il trend di crescita di un settore strategico per l’economia provinciale .